Domenica 16 dicembre 2018

Anatidi palude

È un progetto scientifico ideato per la conservazione e la protezione di molte specie di Anàtidi, la famiglia di Uccelli che include anatre, oche e cigni. All’interno dell’oasi sono presenti quasi tutte le specie europee ed anche alcune esotiche, per permettere ai visitatori di conoscere e confrontare tutte le varietà esistenti.

Le specie presenti nell’oasi.

 ORDINENOME SCIENTIFICONOME COMUNE
1AnseriformesAix galericulataAnatra mandarina
2AnseriformesAix sponsaAnatra carolina
3AnseriformesAlopochen aegyptiacusOca egiziana
4AnseriformesAnas acutaCodone
5AnseriformesAnas bahamensisCodone delle Bahamas
6AnseriformesAnas castaneaCastanea
7AnseriformesAnas clypeataMestolone
8AnseriformesAnas creccaAlzavola
9AnseriformesAnas cyanopteraAmaranto
10AnseriformesAnas discorsMarzaiola americana
11AnseriformesAnas falcataAnatra falcata
12AnseriformesAnas formosaAlzavola asiatica
13AnseriformesAnas hottentotaHottentot
14AnseriformesAnas penelopeFischione
15AnseriformesAnas platyrhynchosGermano reale
16AnseriformesAnas querquedulaMarzaiola
17AnseriformesAnas sibilatrixFischione cileno
18AnseriformesAnas streperaCanapiglia
19AnseriformesAnas versicolorVersicolor
20AnseriformesAnser albifronsOca lombardella
21AnseriformesAnser anserOca selvatica
22AnseriformesAnser brachyrhynchusOca zamperosa
23AnseriformesAnser caerulescensOca delle nevi
24AnseriformesAnser canagicusOca imperatore
25AnseriformesAnser cygnoidesOca cignoide
26AnseriformesAnser erythropusOca lombardella minore
27AnseriformesAnser fabalisOca granoaiola
28AnseriformesAnser indicusOca indiana
29AnseriformesAnser rossiiOca di Ross
30AnseriformesAythya affinisMoretta grigia minore
31AnseriformesAythya ferinaMoriglione
32AnseriformesAythya fuligulaMoretta
33AnseriformesAythya fuligulaMoretta
34AnseriformesAythya marilaMoretta grigia
35AnseriformesAythya nyrocaMoretta tabaccata
36AnseriformesBranta berniclaOca colombaccio
37AnseriformesBranta canadensisOca canadese
38AnseriformesBranta leucopsisOca facciabianca
39AnseriformesBranta ruficollisOca collorosso
40AnseriformesBranta sandvicensisOca delle Hawaii
41AnseriformesBucephala albeolaQuattrocchi minore
42AnseriformesBucephala clangulaQuattrocchi
43AnseriformesBucephala islandicaQuattrocchi d'islanda
44AnseriformesCallonetta leucophrysAlzavola brasiliana
45AnseriformesChenonetta jubataChenonetta
46AnseriformesChloephaga pictaOca di Magellano
47AnseriformesCyanochen cyanopterusOca ali blu
48AnseriformesCygnus cygnusCigno selvatico
49AnseriformesCygnus olorCigno reale
50AnseriformesDendrocygna autumnalisDendrocygna autumnalis
51AnseriformesDendrocygna viduataDendrocygna viduata
52AnseriformesMarmaronetta angustirostrisAnatra marmorizzata
53AnseriformesMergus albellusPesciaiola
54AnseriformesMergus cucullatusSmergo cucullato
55AnseriformesMergus merganserSmergo maggiore
56AnseriformesNetta rufinaFistione turco
57AnseriformesOxyura lecocephalaGobbo rugginoso
58AnseriformesSarkidiornis melanotosOca dal corno
59AnseriformesTadorna canaCasarca africana
60AnseriformesTadorna ferrugineaCarsarca
61AnseriformesTadorna radjahCasarca radja
62AnseriformesTadorna tadornaVolpoca
63AnseriformesTadorna variegataCarsarca arlecchino
64AnseriformesTadorna variegataCarsarca arlecchino
65CiconiiformesCiconia ciconiaCicogna bianca
66CiconiiformesCiconia nigraCicogna nera
67GruiformesAnthropoides virgoDamigella di Numidia
68GruiformesBalearica regulorumGru coronata
69GruiformesGrus grusGru europea
70GruiformesGrus paradiseaGru del Paradiso
71GruiformesGrus vipioVipio

Vengono svolti progetti di ripopolamento per specie particolarmente minacciate, come la Moretta tabaccata, il Fistione turco, l' Anatra marmorizzata e soprattutto il GOBBO RUGGINOSO (Oxyura leucocephala), un' anatra tuffatrice estinta in Italia dal 1976.

Sotto questo punto di vista, quindi, il progetto anatidi è finalizzato anche alla costituzione di una vera e propria banca genetica dove, specifici programmi di riproduzione, permettono di conservare ed avere sempre a disposizione dei soggetti appartenenti a specie minacciate di estinzione, pronti ad essere rilasciati nei loro ambienti naturali.

Negli anni passati e tuttora, infatti, alcuni dei soggetti allevati a Racconigi vengono trasferiti in altre zone naturali per permettere il ripopolamento delle specie in quei siti: è stato realizzato un progetto di ripopolamento, ad esempio, per il Fistione turco sul Lago di Montepulciano in Toscana, così come ogni anno vengono reintrodotti sul Lago Salso nel Parco del Gargano, alcuni soggetti di Moretta tabaccata e tutti gli esemplari allevati di Gobbo rugginoso.

Il Centro Cicogne e Anatidi, infatti, in collaborazione con il Wild Fowl Trust di Slimbridge (Inghilterra) e con il Parco del Coto Donana (Spagna), partecipa così a programmi internazionali per la conservazione di specie di uccelli acquatici rare. La collaborazione, fatta di scambi di animali e di dati scientifici, permette così di incrementare la conoscenza sulla biologia delle diverse specie e di migliorare e perfezionare le tecniche di allevamento in cattività, utili per nuovi progetti di reintroduzione. Così come in passato il personale dlel’oasi è stato in Inghilterra e Spagna per apprendere le tecniche di allevamento, ora l’esperianza maturata a Racconigi è messa a disposizione di altre associazioni scientifiche ed Enti che vogliano intraprendere dei programmi di ripopolamento, tramite stage formativi e consulenze.

Il Gobbo rugginoso.

COMPORTAMENTO E RIPRODUZIONE

CARATTERISTICHE
Lunghezza 43-48 cm; apertura alare 62-70 cm.
E' un'anatra tuffatrice di media taglia con collo corto e aspetto tozzo. E' caratterizzato da becco largo e rigonfio, testa prominente, coda relativamente lunga e tenuta spesso diritta in modo caratteristico.
E' presente dimorfismo sessuale ed esistono chiare differenze stagionali nel maschio; i giovani assomigliano alle femmine, anche se i giovani maschi sono leggermente diversi.
Il maschio presenta, in periodo riproduttivo, becco di color blu brillante, testa prevalentemente bianca, macchia nera sulla testa, collo nero, corpo color grigio e ruggine. Con l'abito eclissale mostra invece più nero sul vertice che si estende qualche volta fin sotto la nuca, alcuni punti neri sulle guance bianche, piumaggio più sbiadito e grigio, becco grigio color ardesia.
La femmina adulta mostra becco blu-grigio, testa e nuca di color castano scuro, eccetto il mento color camoscio e una stretta linea scura sotto l'occhio; il collo è grigio-castano e il petto è rosso-castano.

HABITAT
Anatra esclusivamente tuffatrice, rimane in immersione per lunghi periodi, spostandosi di 30 metri e più sott'acqua; preferisce paludi e laghi poco profondi.
Di conseguenza è un animale estremamente locale: necessita di ampi tratti di acque aperte (qualche volta salate o salmastre), circondate da densi canneti utilizzati anche per la nidificazione. Raramente è stato visto muoversi volontariamente fuori dall'acqua.

DISTRIBUZIONE
La distribuzione è discontinua. E' scomparso da molte zone occidentali e sud-orientali del suo areale. La presenza più cospicua si è verificata nell'Europa sud-orientale tra il 1850 e 1930.
Ungheria: nidificazioni sporadiche dal 1853; l'ultima nidificazione accertata risale al 1958.
Iugoslavia: occasionalmente si riproduce in Vojvodina; ultime segnalazioni risalenti al 1967-68.
Albania: lo status non è conosciuto.
Grecia: si deve essere riprodotto nel 1957-58; ora è un raro visitatore invernale.
Francia: ha nidificato in Corsica fino all'inizio degli anni '60.
Italia: estinto in Sardegna dal 1976; nidificava in Sardegna, Sicilia e Puglia (ultime 2 coppie risalenti al 1957).
Algeria: lo status presente è sconosciuto, ma quasi sicuramente nidifica sul lago Tonga.
Marocco: non esistono dati di recenti nidificazioni.
Tunisia: si riproduce in piccoli numeri, probabilmente solo sporadicamente.
Ex URSS: il limite settentrionale di presenza varia di anno in anno; non ci sono più state nidificazioni sul lago Sevan in Armenia.
Accidentale in: Portogallo, Belgio, Olanda, Germania, Polonia, Austria, Svizzera, Israele, Cipro, Malta e Libia.

POPOLAZIONE
L'unica popolazione nidificante in Europa si trova attualmente in Spagna ed è costituita da circa 400 esemplari (1996).
Nel Nord-Africa ed in Asia la situazione non è chiara.
Migratore, parzialmente migratore e qualcuno residente. Le conoscenze sono scarse, in mancanza di dati basati sull' inanellamento.
Nel Paleartico occidentale il 90% della popolazione sverna sul lago Burdur Golu in Turchia, dove probabilmente molti esemplari provengono dall'Asia.
Poco conosciuto allo stato selvatico, la maggior parte dei dati proviene da allevamenti in cattività, in particolare da Slimbridge (Inghilterra).
Gregario, eccetto durante la nidificazione. E' una specie poligama, quindi il maschio si accoppia con più femmine; solo la femmina cova le uova e successivamente alleva i piccoli.
La stagione riproduttiva inizia in maggio e si protrae fino in agosto. Il nido, costruito esclusivamente dalla femmina, è realizzato su piattaforme galleggianti o in mezzo al canneto con foglie e canne secche; spesso sono utilizzati vecchi nidi di Folaga (Fulica atra) oppure di Moretta comune (Aythya fuligula), aggiungendo altri materiali.
La covata comprende 5-10 uova; se è presente un numero maggiore di uova significa che 2 femmine hanno deposto insieme; il peso medio di un uovo si aggira sui 96 grammi. La covata è ripetuta almeno 2 volte in una stagione riproduttiva.
Le uova sono deposte con un intervallo di 36 ore le une dalle altre e sono covate per un periodo di 25-26 giorni dalla femmina.
I piccoli sono nidifughi e sono custoditi dalla sola femmina. In sole 2 settimane i giovani sono già totalmente indipendenti e all'età di 5 settimane sono in grado di volare.

SCOPO DEL PROGETTO
Il Gobbo rugginoso è estinto in Italia dal 1976. Gli ultimi individui sono stati avvistati in Sardegna nell’Oristanese.
Dal momento che le cause principali dell'estinzione vanno ricercate in caccia, bracconaggio, distruzione degli habitat (e quindi cause umane) è verosimile pensare ad un PROGETTO DI REINTRODUZIONE IN ITALIA, soprattutto perchè esistono ancora zone adatte al ripopolamento, come gli Stagni di Mari e Pauli in Sardegna, la Laguna di Gela in Sicilia o le Saline Margherita di Savoia in Puglia.

FASI DEL PROGETTO
INIZIO: il progetto è cominciato nel 1989 con 2 coppie di Gobbi rugginosi provenienti dal Wild Fowl Trust di Slimbridge (Inghilterra) appartenenti alla popolazione orientale di questa specie.
Successivamente nel 1992 sono giunti 10 esemplari dal Parco Nazionale di Donana (Spagna), ultimo Paese europeo dove nidifica la popolazione occidentale.
Dal momento che quasi sicuramente la maggior parte dei Gobbi che vivevano in Italia appartenevano a questa seconda popolazione, è stato deciso di privilegiare l'allevamento di questi ultimi. Quindi partendo da un gruppo iniziale di 20 esemplari spagnoli, 10 giunti nel '92 e 10 nel '94, è iniziato il progetto di riproduzione a Racconigi per tentare la reintroduzione di questa specie mancante da tanto tempo in Italia.
RIPRODUZIONE: il primo passo del progetto consiste nel riprodurre questi esemplari a Racconigi per poi trasferire le nuove generazioni nei luoghi dove essi abitavano.

E' stato quindi ricreato l'ambiente dove i Gobbi rugginosi vivono: sono stati realizzati dei piccoli laghi nei quali sono state ripristinate le condizioni naturali, con un folto canneto sui bordi e piattaforme galleggianti per la nidificazione.
Dal momento che per avviare un qualsiasi progetto di reintroduzione è necessaria una popolazione iniziale piuttosto numerosa per ottenere dei buoni risultati, è stato quindi deciso di fiancheggiare all' allevamento 'naturale' da parte dei genitori un allevamento in cattività.
Per questo motivo nella primavera del 1996 è stata costruita una 'NURSERY', cioè una struttura predisposta esclusivamente all'allevamento in cattività di queste anatre. La tecnica adottata consiste nel prelevare ad ogni femmina 1 covata all' anno che viene posta in incubatrice: questo prelievo non è dannoso per le femmine, le quali in natura depongono almeno 2 volte in una stagione riproduttiva; la seconda covata viene comunque lasciata portare a termine dalle rispettive femmine in modo che compiano il loro dovere di madri e quindi non risultino stressate dal prelievo di uova.
Apprendere le tecniche di allevamento non è stato facile, perchè questa specie richiede cure e attenzioni molto particolari, completamente diverse da quelle necessarie a tutte le altre specie di anatre. I primi risultati ottenuti fanno però ben sperare per il futuro!

REINTRODUZIONE: rappresenta la fase più attesa e delicata. Consiste nel trasferire gli esemplari allevati a Racconigi in una delle zone dove vivevano fino al 1976 (Sardegna, Sicilia e Puglia).
Gli ambienti più idonei sono già stati identificati, ma un nuovo e grave problema si è presentato a far tardare la reintroduzione in Italia: il GOBBO della GIAMAICA.
Il Gobbo della Giamaica (Oxyura jamaicensis) è la specie corrispondente al Gobbo rugginoso, che però vive in America (Canada, California, Texas, Nord-Est degli U.S.A.): questo è stato importato in Inghilterra da dove, fuggito dagli allevamenti, si è diffuso in tutta Europa e non solo.
Il grave problema consiste nel fatto che il Gobbo della Giamaica è giunto anche in Spagna, dove si è riprodotto con il Gobbo rugginoso, creando così degli ibridi che sono fecondi, tanto che sono stati rinvenuti degli esemplari ibridi di seconda generazione.
La situazione è molto complessa, perchè sembra che non ci sia rimedio all'inarrestabile diffusione del Gobbo della Giamaica che ha mostrato di possedere una capacità di adattamento tale da permettergli una espansione eccezionale in ogni Paese (sono stati registrati degli esemplari anche in Ucraina!).
L'ibridazione tra Gobbo della Giamaica e rugginoso potrebbe quindi forse segnare l'estinzione di quest'ultimo, che sembra non riesca a prevaricare sul "cugino" americano.
Purtroppo, da diversi anni, si sono verificati degli avvistamenti di Gobbo americano anche in Sardegna, per cui si sta valutando con attenzione come e quando effettuare la reintroduzione del Gobbo rugginoso in Italia.

Ad aprile del 2000 ben 20 esemplari di Gobbo rugginoso allevati a Racconigi sono stati spostati in Puglia, a Manfredonia, all’interno dell’area protetta del Parco del Gargano: qui è stata costruita una voliera dove ambientare gli animali in attesa di effettuare la liberazione vera e propria.