Domenica 16 dicembre 2018

Progetto Cicogna

La Cicogna bianca (Ciconia ciconia) è un uccello di grandi dimensioni (altezza 1 metro - apertura alare 1,80 metri - peso 3-4 chilogrammi), di colore bianco ad eccezione delle penne remiganti che sono nere, con becco e zampe arancione.
Vive in ambienti aperti come paludi o pianure erbose, dove trova insetti, anfibi, rettili e roditori di cui cibarsi: è infatti una specie esclusivamente carnivora.
La Cicogna bianca nidifica su alti edifici, comignoli, campanili e tralicci dell' alta tensione o comunque in qualsiasi posto che sia elevato e completamente scoperto, in modo che sia facilmente accessibile. In marzo-aprile la femmina depone 4-6 uova, che vengono covate da entrambi i genitori per 32 giorni; dopo quindi un mese circa, nascono i pulcini: di questi, generalmente, solo 2 o 3 riescono a sopravvivere e a raggiungere l’epoca dell’involo, a circa 3 mesi di età. A fine luglio – inizio agosto, quindi, le giovani cicogne sono pronte a intraprendere la migrazione verso i quartieri di svernamento. Grazie alla tecnica dell’inanellamento si è constatato che le cicogne che transitano in Piemonte migrano attraverso la Valle Stura di Demonte (Cuneo) per poi percorrere la Francia e la Spagna: molti individui poi si trattengono già nel sud della Spagna per trascorrere il periodo invernale, mentre altri soggetti si spingono fino al nord Africa (Marocco e Tunisia). Ad ogni primavera, poi, le cicogne faranno il tragitto inverso per ritornare nei siti di nidificazione; solo le giovani cicogne rimarranno in giro per i primi 2 anni di età, perché, nidificando solo nella primavera del 3° anno, posso permettersi di girovagare per ancora un po’ di tempo prima di metter su famiglia!

In molti Paesi europei è cosa consueta osservare le cicogne nidificare sui tetti delle case: basta andare in Alsazia o in Grecia per ammirare questi eleganti trampolieri sostare indisturbati sulla sommità degli edifici. In Italia, invece, la Cicogna bianca è estinta, come nidificante, dal 1700: questo significa che la specie era presente nel nostro Paese solo come visitatore occasionale, durante il passo migratorio e che, solo raramente, si verificavano sporadici tentativi di nidificazione.
Proprio nella campagna cuneese, attorno a Racconigi, le cicogne non sono mai mancate: ogni primavera, come ogni autunno, era possibile osservare alcuni esemplari in sosta durante la migrazione. È solo con un tentativo di nidificazione di una coppia nel 1980, fallito purtroppo per bracconaggio, che emerge con forza l’idea di tentare un progetto scientifico per reintrodurre la specie in Italia.
E così che, in collaborazione con la Lega Italiana Protezione Uccelli e grazie all’esperienza dell’ornitologo Bruno Vaschetti, proprio a Racconigi, viene avviato nel 1985 il primo progetto italiano per riformare una colonia nidificante di cicogna bianca.
Grazie all’aiuto del primo centro cicogne europeo, fondato da Max Bloesch in Svizzera nel 1948, arrivarono a Racconigi le prime 10 cicogne che, ospitate prima in voliere, vennero poi liberate. Già nella primavera ’86 nidificava la prima coppia di cicogne in libertà, dando inizio ad una nuova generazione di cicogne italiane.
E così nel tempo si è ricostituita una colonia stabile di cicogne nidificanti: ogni anno, infatti, circa 30 coppie si riproducono nella zona, occupando sia le piattaforme appositamente predisposte sui comignoli delle case sia le sommità di castelli e campanili. Grazie agli anelli di riconoscimento, è stato possibile constatare che ogni anno si fermano a Racconigi, per il periodo riproduttivo, cicogne marcate in Svizzera, Germania, Francia, e viceversa, cicogne inanellate sui nidi a Racconigi, sono state osservate in Olanda, Danimarca, Francia, Spagna fino ai paesi del Nord Africa. L’inanellamento, infatti, è un metodo scientifico, coordinato in Italia dall’Istituto Nazionale Fauna Selvatica di Ozzano Emilia (Bologna), che permette, grazie ad una codifica internazionale, di ricostruire le storie individuali degli animali e di scoprire, così, i percorsi che hanno compiuto, i tempi di sopravvivenza e molte altre informazioni sulla loro biologia.

GRAFICI
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Hai osservato una cicogna inanellata?
Se osservi una cicogna inanellata, avvisaci! Puoi inviarci una mail, magari anche con una foto dell’animale in cui sia possibile vedere l’anello e magari leggere la codifica riportata!
I dati utili sono: data, ora, località, comune, provincia, tipo di marcatura, colore dell’anello e sigla incisa, oltre ad altre notizie utili a descrivere il comportamento dell’animale.
Per esempio: 1 individuo di Cicogna bianca osservato il 28/03/2009 alle ore 14 in frazione Carpenetta, comune di Casalgrasso (CN); l’animale portava un anello alla zampa destra, in alto, di colore blu con scritta bianca ICCA; l’animale era in sosta su un palo della luce.
Contribuirai anche tu, così, a migliorare la conoscenza sulla vita di questi animali! Riceverai una risposta
Le cicogne marcate in Italia hanno, oltre all’anello metallico, un anello in plastica di colore blu, riportante quattro lettere bianche in stampatello maiuscolo, fatto così: (foto)