Domenica 16 dicembre 2018

Il futuro del Centro Cicogne e Anatidi di Racconigi:
il ripristino di zone umide.

Grazie alla proficua collaborazione con il Parco del Po Cuneeese e con Settore Pianificazione e Gestione delle Aree Naturali Protette della Regione Piemonte, l’Associazione Centro Cicogne e Anatidi di Racconigi ha avviato dal 2004 un progetto mirato alla ricostituzione di aree umide di acqua bassa per la sosta degli uccelli migratori, al fine di contribuire alla conservazione della biodiversità, così come indicato dalla normativa comunitaria (Direttiva “Uccelli” 79/409/CE e Direttiva “Habitat” 92/43/CE).
L’interesse scientifico di questo progetto risiede anche nella valorizzazione dell’area, sia per gli aspetti naturalistici sia per gli aspetti didattico-turistici, dal momento che il Centro Cicogne e la nuova area destinata al progetto si trovano ad essere incluse nel Sito di Interesse Comunitario SIC IT1160011 “Parco di Racconigi e boschi lungo il torrente Maira”.


Fotografia aerea del Centro Cicogne e Anatidi di Racconigi (nella parte centrale della fotografia); è visibile, nell’angolo in basso a destra, l’estremità settentrionale del Parco del Castello Reale di Racconigi.

Relazione Naturalistica

In Piemonte alcune delle specie di uccelli nidificanti più ra­re e minacciate sono legate, durante il periodo riproduttivo, ad ambienti umi­di (Boano e Mingozzi 1981). Limitandosi alle 34 specie per le quali sono stati trovati indici di nidificazione in meno di 10 tavolette IGM dall'Atlante degli Uccelli nidificanti in Piemonte e Valle d’Aosta (Mingozzi et al. 1988), si può rilevare che il 53% di es­se è legato a zone umide naturali (stagni, lanche, canneti peri­lacustri) o di origine artificiale (risaie, scavi parzialmente allagati), per la riproduzione e/o l'alimentazione. Esse sono: Tarabuso (Botaurus stellaris), Sgarza ciuffetto (Ardeola ralloi­des), Airone rosso (Ardea purpurea), Cicogna bianca (Ciconia ci­conia); Cigno reale (Cygnus olor), Alzavola (Anas crecca); Me­stolone (Anas clypeata), Moriglione (Aythya ferina), Moretta (Aythya fuligula), Falco di palude (Circus aeruginosus), Volto­lino (Porzana porzana), Beccaccino (Gallinago gallinago), Pittima reale (Limosa limosa), Gabbiano comune (Larus ridibundus), Mi­gnattino (Chlidonias niger), Mignattino alibianche (Chlidonias leucopterus), Forapaglie (Acrocephalus schoenobaenus), Pendolino (Remiz pendulinus). Ad esse vanno aggiunte il Mignattaio (Plega­dis falcinellus), la Spatola (Platalea leucorodia) e l'Airone guardabuoi (Bubulcus ibis), nonché la Moretta tabaccata (Aythya nyroca), specie un tempo nidificante nella Regione, ma per la quale manca qualsiasi indizio di nidificazione negli ultimi 15 anni (Boano, 1981).

A prescindere dalla priorità circa la conservazione degli ambienti umidi naturali ancora esistenti, risulta di fondamentale importanza il ripristino di zone umide marginali e la creazione di una rete di nuovi ambienti umidi, soprattutto lungo le principali rotte migratorie (Spagnesi et al., 1988).

OBIETTIVI
Considerando queste premesse, il progetto proposto, che consiste nella realizzazione di una zona umida di 15 ettari circa, si propone le seguenti finalità:
  • ampliare la zona umida già esistente, al fine di favorire la sosta degli uccelli migratori;
  • diversificare ecologicamente l’area in modo da favorire la biodiversità ambientale;
  • conservare la vegetazione naturale e "semi-naturale" preesi­stente sull'area inclusa nel progetto;
  • destinare una parte della superficie dell'area a bosco planiziale misto, alneto e saliceto ripario;
  • formare uno specchio d'acqua che nelle proporzioni, nel disegno e nella successione ecologica che si verrà ad istaurare, fornisca situazioni diverse per favorire diverse specie animali;
  • fornire ambienti adatti alla sosta, all'alimentazione e alla riproduzione di un elevato numero di taxa vegetali e animali ed in particolare di quelli effettivamente presenti nella zona, ma attualmente rappresentati da popolazioni ridotte e/o minacciate di scomparsa o di cui la scomparsa dall'area in tempi storici sia accertata o ipotizzabile in base a motivi ecologico-biogeografi­ci.

Di seguito vengono illustrate in dettaglio quali specie animali trarranno maggior beneficio dalla creazione di una nuova zona umida:
1) UCCELLI:
- Tuffetto (Tachybatus ruficollis): nidificazione accertata nel lago all’interno del Parco del Castello Reale di Racconigi. E’una specie che si accontenta di stagni con mi­nime superfici di acque libere da vegetazione palustre emergente;
- Tarabuso (Botaurus stellaris): SPEC 3, specie ritenuta in stato di conservazione vulnerabile in Europa, è protetta dalla Direttiva CEE, in cui è inserita nell’appendice I, e dalla Convenzione di Berna, in cui è inclusa nell’appendice II. E’ un uccello che sceglie, in periodo riproduttivo, zone a fragmiteto esteso, ambiente che verrà appositamente creato per l’insediamento della specie;
- Tarabusino (Ixobrychus minutus): SPEC 3, considerato come specie vulnerabile in Europa, è inserito nell’annesso I delle Direttive CEE e nell’appendice II della Convenzione di Berna. Risulta un uccello particolarmente limitato dalla scarsità dell'ambiente idoneo, costituito essenzialmente da fragmiteto ed altra vegetazione palustre;
- Sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides): SPEC 3, considerata vulnerabile in Europa, è inserita nell’appendice I della Direttiva CEE e nell’appendice II della Convenzione di Berna. La specie risulta l’ardeide più raro come nidificante nelle garzaie della Pianura Padana;
- Airone rosso (Ardea purpurea): SPEC 3, è una specie vulnerabile in Europa, protetta in base alla Direttiva CEE (appendice I) ed alla Convenzione di Berna (appendice II). E’ una specie scarsa in Piemonte, probabilmente perché a differenza della Sgarza ciuffetto, sceglie zone palustri, piuttosto che boschi, per la nidificazione;
- Nitticora (Nycticorax nycticorax): SPEC 3, specie in diminuzione, inclusa nell’annesso I delle Direttive CEE e nell’appendice II della Convenzione di Berna; la specie è presente come nidificante con circa 40 coppie nella garzaia all’interno del Parco del Castello Reale di Racconigi;
- Marzaiola (Anas querquedula): SPEC 3, è ritenuta come specie vulnerabile in Europa e come tale è inserita nell’annesso II/1 delle Direttive CEE e nell’appendice III della Convenzione di Berna; specie potenzialmente nidi­ficante (ad es. nidifica negli stagni di Ceresole d'Alba e in lanche lungo il fiume Po, Boano 1981 e ined.), ma attualmente ap­parentemente presente solo durante la migrazione primaverile e, in minor misura, nella tarda estate. È da segnalare che nel 2007 una coppia ha nidificato a Racconigi nella zona umida esistente, portando all’involo 9 giovani. Preferisce per la nidificazione la vegetazione erbacea in vicinanza di specchi d'acqua di modesta profondità;
- Porciglione (Rallus aquaticus): specie legata alla fitta vegetazione palustre, risulta molto scarsa in Piemonte in qualità di nidificante;
- Voltolino (Porzana porzana): specie inserita nell’annesso I della Direttiva CEE e negli appendici II della Convenzione di Berna e di Bonn. Il Voltolino è molto raro come nidificante in Piemonte, essendo legato, per la riproduzione, a praterie allagate e margini delle paludi;
- Schiribilla grigiata (Porzana pusilla): SPEC 3, specie rara in Europa, è inclusa sia nelle Direttive CEE, sia nell’appendice II della Convenzione di Berna, sia nell’appendice II della Convenzione di Bonn. Un individuo è stato rinvenuto il 01/04/96 presso il Centro Cicogne di Racconigi;
- Folaga (Fulica atra): la specie è legata a stagni ricchi di vegetazione con specchi d'acqua ampi; al momento attuale, sono poche le osservazioni relative alla specie nell’area considerata, per l’assenza dell’ambiente idoneo, che verrà creato con il futuro progetto di ampliamento;
- Gru (Grus grus): SPEC 3, specie vulnerabile in Europa, è protetta in base alle Direttive CEE, alla Convenzione di Berna e a quella di Bonn; nell’area considerata è da ricordare che dal 1997 si registrano abitualmente casi di svernamento di uno o più soggetti;
- Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus): specie comune nelle zone umide, ha nidificato per la prima volta a livello provinciale proprio nella palude già esistente del Centro Cicogne e Anatidi nel 1999;
- Avocetta (Recurvirostra avosetta): SPEC 4/3 w , specie inserita nell’annesso I della Direttiva CEE ed inoltre incorporata in appendice II sia della Convenzione di Berna che in quella di Bonn. L’Avocetta è una specie di scarsa presenza nella Regione e, nel cuneese, è ritenuta di passo irregolare (Toffoli et alii, 1991). Tale andamento si riscontra nell’area presa in esame. Le osservazioni si riferiscono, infatti, solo a tre casi: un individuo giovane si è trattenuto dal 13 al 15 maggio 1998, una coppia di individui si è fermata dal 21 al 24 aprile 2000 ed un singolo esemplare è stato visto il 01/09/00.
- Pernice di mare (Glareola pratincola): SPEC 3, è ritenuta specie in pericolo in Europa e come tale è inclusa nell’annesso I della Direttiva CEE e nell’appendice II della Convenzione di Berna e di Bonn. La specie è considerata di comparsa accidentale in Piemonte (Boano e Mingozzi, 1981) ed in provincia di Cuneo (Toffoli et alii, 1991): infatti, è riportata una singola osservazione di un individuo il 08/04/97, che si è fermato nella zona umida dell’area studiata per solo due ore. I dati regionali si riferiscono in genere al periodo primaverile, tranne l’inusuale osservazione del 15 ottobre 1985, effettuata nell’attuale area di studio (GPSO, 1986).
- Fratino (Charadrius alexandrinus): SPEC 3, specie in diminuzione in Europa, è protetto secondo le Convenzioni di Berna e Bonn, nelle quali è inserito nell’appendice II. La specie è considerata accidentale per la provincia di Cuneo (Toffoli et alii, 1991).
Nell’area considerata risultano nove osservazioni che, sebbene poche, distinguono il passo primaverile, dagli inizi di aprile all’inizio di giugno, e quello autunnale, verso la metà di settembre;
- Piviere dorato (Pluvialis apricaria): è incluso negli annessi I & II/2 & III/2 della Direttiva CEE, nell’appendice III della Convenzione di Berna e nell’appendice II di quella d Bonn. Sebbene sia considerato migratore regolare e svernante a livello provinciale (Toffoli et alii, 1991), nell’area presa in esame esistono periodiche segnalazioni in inverno;
- Piovanello pancianera (Calidris alpina): SPEC 3 w, specie protetta in base alle Convenzioni di Berna e Bonn, nelle quali è inserito nell’appendice II. Le osservazioni svolte indicano chiaramente la presenza della specie nei periodi di passo: in primavera dalla fine di febbraio alla fine di aprile ed in autunno dalla fine di luglio, continuativamente fino a dicembre;
- Gambecchio frullino (Limicola falcinellus): SPEC 3, specie vulnerabile in Europa, è inclusa nell’appendice II delle Convenzioni di Berna e Bonn. La specie risulta di comparsa accidentale in Piemonte: l’unica osservazione nell’area considerata, risalente ad un individuo dal 22 al 24 agosto 1997, rappresenta la sesta segnalazione a livello regionale e la prima per la provincia di Cuneo (GPSO, 1990);
- Combattente (Philomachus pugnax): specie inserita negli annessi I & II/2 della Direttiva CEE, nell’appendice III della Convenzione di Berna e nell’appendice II di quella di Bonn. Il Combattente è di passo regolare, oltre che svernante parziale, nel territorio della provincia di Cuneo (Toffoli et allii, 1991). Nell’area presa in esame la specie è nettamente predominante durante il passo primaverile, che inizia dalla terza settimana di febbraio fino alla fine di maggio, con un picco di migrazione alla fine di marzo ed uno, meno rilevante, alla fine di aprile;
- Frullino (Lymnocryptes minimus) : SPEC 3 w, specie inclusa negli annessi II/1 & III/2 della Direttiva CEE, nell’appendice III della Convenzione di Berna e nell’appendice II di quella di Bonn. Migratrice regolare a livello provinciale (Toffoli et alii, 1991), la specie è stata contattata solo in due occasioni nell’area considerata, entrambe nell’anno 2000;
- Pittima reale (Limosa limosa) : SPEC 2, specie ritenuta vulnerabile in Europa, inserita nell’annesso II/2 della Direttiva CEE, nell’appendice III della Convenzione di Berna e nell’appendice II di quella di Bonn, risulta di passo regolare in provincia di Cuneo (Toffoli et alii, 1991) e nell’area presa in esame è sempre stata riscontrata in periodo primaverile, mentre la presenza durante la migrazione post-nuziale è da imputarsi quasi esclusivamente all’ultimo anno di osservazioni;
- Chiurlo piccolo (Numenius phaeopus): specie inclusa nell’annesso II/2 della Direttiva CEE, nell’appendice III della Convenzione di Berna e nell’appendice II di quella di Bonn. Specie di passo irregolare nella provincia di Cuneo (Toffoli et alii, 1991), il Chiurlo piccolo è osservato ogni anno in periodo migratorio nell’area considerata;
- Chiurlo maggiore (Numenius arquata): SPEC 3 w, specie in diminuzione in Europa, il Chiurlo maggiore è protetto secondo l’annesso II/2 della Direttiva CEE, l’appendice III della Convenzione di Berna e l’appendice II di quella di Bonn. Specie ritenuta di passo regolare in provincia di Cuneo (Toffoli et alii, 1991), è osservato periodicamente in inverno;
- Pettegola (Tringa totanus): SPEC 2, specie in diminuzione in Europa, è inserita nell’annesso II/2 della Direttiva CEE, nell’appendice III della Convenzione di Berna e nell’appendice II di quella di Bonn. Nell’area di studio, la specie è stata riscontrata in periodo migratorio, confermando lo status della check-list provinciale di Toffoli et alii (1991);
- Piro piro boschereccio (Tringa glareola): SPEC 3, specie in diminuzione in Europa, è protetto secondo l’annesso I della Direttiva CEE e gli appendici II della Convenzione di Berna e di Bonn. Considerando l’andamento generale nell’area considerata, si distinguono facilmente i due periodi migratori: quello primaverile comincia a marzo e termina agli inizi di giugno, mentre quello autunnale va dalla fine di giugno alla fine di settembre, con code fino agli inizi di novembre;
- Picchio rosso minore (Picoides minor): è specie tipica dei boschi di caducifoglie ed in particolare del bosco ripariale come tale è presente nel bosco del Parco del Castello Reale di Racconigi;
- Salciaiola (Locustella luscinioides): SPEC 4, è inserita nell’appendice II della Convenzione di Berna e di Bonn; è una specie propria de­gli stadi avanzati della successione vegetazionale di paludi e lanche, che nidifica fra le vecchie e fitte formazioni di canne (fragmiteti) ed utilizza spesso come posto di canto i saliconi (Salix cinerea) circondati dalle canne. Per l'area si conoscono singole osservazioni relative a maschi cantori sull’argine che circoscrive la zona umida;
- Cannareccione (Acrocephalus arundinaceus): specie in di­minuzione in vari paesi europei (Berthold et al. 1986), risulta poco diffusa per l'assenza di ambienti idonei (fragmiteti); il progetto di ampliamento, con la creazione di un canneto sarebbe particolarmente favorevole all’insediamento della specie, anche come nidificante;
- Pendolino (Remiz pendulinus): scarse sono le segnalazioni della specie nell’area presa in esame, mancando l’ambiente idoneo all’insediamento (fragmiteto);
- Migliarino di palude (Emberiza schoeniclus): nidifica in canneti, purché di superficie non eccessivamente ridotta.

2) ANFIBI:
Le specie più interessanti fra quelle che certamen­te trarranno beneficio dall'intervento sono:
- Tritone comune (Triturus vulgaris): la specie è in forte diminuzione per la perdita di idonei ambienti ri­produttivi;
- Raganella italiana (Hyla intermedia): benchè si tratti di specie ancora am­piamente diffusa è in grave diminuzione per la perdita di ambien­ti riproduttivi;
- Rospo smeraldino (Bufo viridis): specie notevolmente in aumento negli ultimi anni;
- Rana di Lataste (Rana latastei): specie particolarmente rara in Piemonte, è stata segnalata in più occasioni sia nell’area del Centro Cicogne e Anatidi sia nel Parco del Castello Reale di Racconigi;

3) INVERTEBRATI:
Naturalmente moltissime specie di invertebrati delle zone umide e dei boschi planiziali potranno in breve colonizzare l'area. Si elencano in particolare gli Odonati (Libellule), tra i quali sono state identificate le seguenti specie:

  • Calopteryx splendens caprai Conci, 1956
  • Platycnemis pennipes (Pallas, 1771)
  • Coenagrion puella (Linnaeus, 1758)
  • Ischnura elegans (Vander Linden, 1820)
  • Anax parthenope (Sélys), 1839
  • Libellula depressa Linnaeus, 1758
  • Orthetrum cancellatum (Linnaeus, 1758)
  • Orthetrum brunneum (Fonscolombe, 1837)
  • Sympetrum fonscolombei (Sélys, 1840)
  • Sympetrum sanguineum (Miiller, 1764)

L’odonatofauna dell’area registrerà sicuramente un notevole aumento grazie alla creazione di un fragmiteto e del prato umido.

Relazione tecnica

PREMESSA
L'area destinata al progetto di recupero naturalistico copre una superficie di circa 15 ettari.

Di quest’area, circa 7 ettari verranno destinati allo sca­vo e alla formazione di zone umide a vario grado di profondità, realizzazione di isole, penisole e modellamento sponde, mentre i re­stanti 8 ettari saranno destinati a ripristino di zone a prato – prato umido, intercalate da siepi e vegetazione boschiva naturale, differenziata a seconda della distanza dall'ac­qua e del suolo.

(Cfr. Immagine seguente)

INTERVENTI
Gli interventi previsti sono:

1) SCAVO
Si propone lo scavo di uno stagno che occupi circa 1/3 della superficie disponibile, mentre la rimanente parte verrà lasciata a prato – prato umido, intercalata da vegetazione arborea, cespugliosa e a zone destinate all’accesso dei visitatori (percorsi didattici, capanni, …).

All’interno dello stagno, verrà individuata una zona circoscritta, nella quale sarà realizzato un canneto misto (fragmiteto e tifeto), in modo da illustrare nel dettaglio come la biodiversità ambientale incida sull’insediamento di specie animali diverse. Nella zona umida di fronte al capanno principale verrà realizzata una zona umida con livelli idrici diversi, che permettano di creare zone idonee per i limicoli fino ad aree di acque più profonde per le anatre tuffatrici.

Tutto il suolo agrario ed eventuale altro mate­riale inerte derivante dai movimenti terra necessari ai lavori di scavo, sarà utilizzato per il modellamento delle sponde, la realizzazione degli argini di protezione, la formazione delle isole ed i riempimenti per la costituzione di zone a profondità minima se­condo quanto indicato nel disegno e nelle sezioni del progetto.

L'area indicata in azzurro in cartografia dovrà avere profondità comprese fra 0,1 ed 1 m, ciò al fine di favorire una massima pro­duttività biologica, un ambiente idoneo alle specie tuffatrici (generi Tachybaptus, Podiceps, Aythya, Fulica) e impedire un ra­pido diffondersi della Typha e della Phragmites sull'intera su­perficie dello stagno. Le aree con acqua più bassa, inferiore ai 30, cm saranno disegnate curando il massimo sviluppo del perimetro af­finché sia massimizzata l'interfaccia specchi d'acqua/vegetazione palustre.

Per quanto concerne l'ampiezza della zona umida che si verrà a creare si tenga presente che zone umide inferiori a 5 ettari si rivelano spesso insufficienti per mantenere popolazioni vitali di molte specie di uccelli (Brown e Dinsmore, 1986).


Presentazione del progetto di ampliamento: l’area interessata dall’intervento è quella colorata.

Vari studi hanno evidenziato l'esistenza di una relazione loga­ritmica lineare tra la ricchezza di specie e l'area di un lago o stagno; ad esempio Rochè (1982), per l'avifauna nidificante negli stagni della Saone in Francia, ha trovato:

Log S = 0,40 Log A + 1,31

dove S è la ricchezza o numero di specie e A è l'area dello stagno.

Applicando questa relazione all’intera area umida, sia della parte esistente sia di quella che verrà realizzata, si ottiene una zona umida di circa 12 ettari con una previsione di 10 specie nidificanti.

Naturalmente il numero di specie nidificanti sarà ben maggiore includendo quelle non strettamente legate all'ambiente palustre e molte altre faranno la loro comparsa nei periodi migratori.

Il disegno dello scavo terrà conto della situazione presente, in modo da conservare l’attuale copertura arborea ed inoltre si favorirà, con opportuni interventi di rimboschimento, lo sviluppo di un alneto (alno-ulmion, alno-fraxinion).

La vegetazione acquatica e ripariale sarà controllata in alcuni punti, onde permettere un facile accesso all’area per le operazioni di inanellamento e fruizione didattica, nonché il mantenimento di una appropriata percentuale di acque libere.

2) VEGETAZIONE PALUSTRE
Fra le specie botaniche acquatiche si cercherà direttamente o in­direttamente di favorire l'attecchimento delle seguenti (in parte la colonizzazione potrà avvenire anche naturalmente per alcune di esse), scelte fra quelle più appetite dagli uccelli acquatici o più importanti per la quantità di invertebrati acquatici che o­spitano (Krull, 197; Coles, 1970):

  • Piante sommerse: Zannichellia palustris, Najas minor, Potamogeton nodosus, Myriop­hyllum spicatum, M. verticillatum, Callitriche stagnalis, Cera­tophyllum submersum;
  • Piante natanti in superficie: Lemna minor, Utricularia australis, U. minor;
  • Piante emergenti: Sparganium erectum, Schoenoplectus lacustris, Bulboschoenus mari­timus, Carex acutiformis, Phragmites australis, Typha latifolia, T. angustifolia;
  • Sui bordi: Lythrum salicaria.

Si noti che Potamogeton e Lemna sono importanti quali nutrimento per gli Anatidi; Myriophyllum, Ceratophyllum, Utricularia sono importanti per la comunità di vertebrati acquatici che ospitano; Phragmites è essenziale per la nidificazione di alcuni Silvidi di palude e Lythrum attrae alcuni Lepidotteri ed in particolari Ly­caena dispar (Specie prioritaria presente al Bosco del Merlino, presso Caramagna P.te), Licenide legata agli ambienti umidi ed in diminu­zione.

3) VEGETAZIONE ARBOREA
Per quanto concerne la vegetazione arborea, si opererà un’attenta gestione delle piante spontanee (soprattutto salici e pioppi), onde evitare un’eccessiva copertura dell’area.

Come essenze arboree e arbustive da utilizzare per il rimboschimento di un’area circoscritta si propongono:

  • Saliceto ripariale: Salix alba (dominante), Populus alba (specie arboree) a cui si aggiungeranno Salix eleagnos e Salix purpurea;
  • Fascia d'interramento del fragmiteto (stadio avanzato) su terreni a falda affiorante: Salix cinerea, Alnus glutinosa (dominante), Prunus padus (specie caratteristica dell'Alno-Padion, ormai rara in Piemonte):
  • Nella fascia di transizione, ai margini del querco-carpineto, si aggiungeranno Fraxinux excelsior, Prunus avium, Quercus robur (strato arboreo) e Cornus sanguinea, Euonymus europaeus (strato arbustivo).

4) ISOLE
Saranno realizzate isole di varia grandezza per permettere la sosta di uccelli migratori e la nidificazione degli estivanti, quali il Cavaliere d’Italia.

5) CANALE PERIMETRALE
Lo stagno formato dagli scavi e la zona prato saranno delimitati perimetralmente da un canale che avrà lo scopo sia di fornire acqua alla zona umida sia di costituire un serbatoio idrico nel caso di una temporanea mancanza d’acqua. Dal canale potranno giungere pesci ed altri organismi acqua­tici per un naturale ripopolamento della fauna acquatica. In que­ste acque correnti si instaurerà una flora e fauna diversa da quella delle acque del bacino principale. In particolare la si­tuazione sarà idonea alle libellule del genere Calopteryx.

6) PARTICOLARI ELEMENTI GESTIONALI
Allo scopo di favorire una gestione del territorio il più naturale possibile, è previsto il pascolamento di erbivori, quali equidi o ovini, sul prato stabile umido: ciò permetterà non solo un controllo del livello vegetazionale, ma anche la presenza di specie di uccelli legate a tali animali, come l’Airone guardabuoi o le Pavoncelle.

7) TEMPORANEI CAMBI DI LIVELLO IDRICO
Sarà possibile controllare il livello dell'acqua (idoperiodo), fatto utile per favorire o tenere a bada lo sviluppo della vegetazione acquatica (Kadlek, 1962). Con il disseccamento parziale in particolari periodi dell'anno si creano superfici idonee a Ciconiformi e Caradriformi, mentre con il temporaneo allagamento di zone inerbite o con vegetazione arborea (ontani, querce) si creano favorevoli condizioni di pastura per molti Anseriformi.

8) RIPOPOLAMENTO ITTICO
Stante la presenza del canale che porterà acque provenienti dal vicino Torrente Maira, si ritiene di non intervenire con ripopolamento ittico artificiale.

9) INFRASTRUTTURE PER L’OSSERVAZIONE NATURALISTICA
E’ prevista la realizzazione di capanni che favoriscano l’osservazione naturalistica in ogni periodo dell’anno. A tale scopo è in previsione, compatibilmente con i finanziamenti erogati, un capanno principale, in cui verranno concentrate le attività didattiche. All’interno di tale capanno sono infatti previsti diversi pannelli didattici che illustrino la biodiversità ambientale con i relativi dati scientifici ricavati dall’area in oggetto. Questo spazio potrà anche essere utilizzato per espletare laboratori di educazione ambientale, includendo anche l’attività di inanellamento.

Oltre a questo capanno, potranno essere realizzati altri punti di osservazione lungo il percorso per permettere ai visitatori di soffermarsi sui diversi tipi di habitat ricreati e, quindi, sulle diverse specie animali ospitate.

10) STRADA DI ACCESSO
Nella realizzazione del progetto si terrà conto di uno spazio perimetrale che permetta sempre il passaggio di un automezzo sia per il controllo dell’area, sia per eventuali lavori di manutenzione.

11) RECINZIONE
E’ auspicabile di poter realizzare una recinzione perimetrale in modo da garantire l’esclusione di qualsiasi elemento di disturbo proveniente dall’esterno, imputabile sia a fauna selvatica sia a fattori umani, incluso il disturbo indotto dall’attività venatoria.