Domenica 16 dicembre 2018

Pubblicazioni scientifiche

Tesi di Dottorato di Ricerca

Fenoglio S., 2002. Il ruolo dei carotenoidi nell'ecologia comportamentale della Gallinella d'acqua (Gallinula chloropus): dall'uovo al riproduttore. Università del Piemonte orientale, Alessandria.

Tesi di Laurea svolte presso il Centro Cicogne e Anatidi di Racconigi

Specie alloctone: analisi del fenomeno e casi studio sugli Anatidi. Tesi di laurea di Linda Marcossi, Dipartimento di Scienze Veterinarie. 2016 - 2017.
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FENOLOGIA MIGRATORIA, HABITAT RIPRODUTTIVO ED INIZIATIVE DI CONSERVAZIONE DELLA PITTIMA REALE (Limosa limosa). Tesi di laurea di Anna Massa, Dipartimento di Scienze Veterinarie. 2016 - 2017.
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SANGALLI Beatrice, 2015. Tesi di Laurea in Produzioni e Gestione degli Animali in Allevamento e Selvatici - Università di Torino, Dipartimento di Scienze veterinarie. Fenologia migratoria degli anatidi svernanti nell'ambito dei censimenti invernali degli uccelli acquatici (International Waterfowl Census).
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Todino G, 2014. UTILIZZO DEI DATI DI INANELLAMENTO PER VALUTARE LA DISPERSIONE DEGLI UCCELLI MIGRATORI: IL CASO STUDIO DEL “CENTRO CICOGNE E ANATIDI” DI RACCONIGI (CN). Laurea in Produzioni e Gestione degli Animali in Allevamento e Selvatici - Curriculum faunistico. Anno 2014.
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Donato R., 2013. Progetti di rinaturalizzazione di due aree umide piemontesi. Università degli Studi di Torino, Facoltà di Scienze Naturali.
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Tallone G., 1991. Il comportamento alimentare della Cicogna bianca (Ciconia ciconia). Università degli Studi di Torino, Facoltà di Scienze Naturali.

Maurella C., 1994. Comportamento alimentare di Ciconia ciconia in un centro di reintroduzione. Università degli Studi di Torino, Facoltà di Medicina Veterinaria.

Bert E., 1995. Il contributo del Centro L.I.P.U. di Racconigi alla reintroduzione della Cicogna bianca (Ciconia ciconia) in Piemonte. Università degli Studi di Torino, Facoltà di Medicina Veterinaria.

Basilico M.A., 1998. La Cicogna bianca (Ciconia ciconia): comportamento migratorio e riproduttivo. Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina Veterinaria.

Macario R., 2000. Indagine citologica sugli emoprotozoi in due popolazioni di passeriformi selvatici. Università degli Studi di Torino, Facoltà di Medicina Veterinaria.

Vaschetti G., 2000. Fenologia migratoria dei Caradriformi in Provincia di Cuneo. Università degli Studi di Torino, Facoltà di Medicina Veterinaria.

di Carluccio C., 2001. Uno studio ecologico su beta-carotene, grassi e proteine nelle uova della Gallinella d'acqua (Gallinula chloropus). Università del Piemonte orientale, Alessandria.

Falcucci F., 2001. Correlazione tra colorazioni del becco,condizioni corporee ed immunocompetenza nella Gallinella d'acqua. Università del Piemonte orientale, Alessandria.

Grasso S., 2002. Caratteristiche cromatiche nella Gallinella d'acqua: oneste indicatrici della flora intestinale batterica. Università del Piemonte orientale, Alessandria.

Guasco B., 2002. Influenza dei carotenoidi sullo sviluppo morfologico, comportamentale ed immunitario dei pulli di Gallinella d'acqua (Gallinula chloropus). Università del Piemonte orientale, Alessandria.

Di Noia L., 2005. Gestione di un'area umida artificiale in funzione di sosta e rifugio per specie avicole migratorie e/o rare nella zona di Racconigi (CN)".

Vaschetti L., 2006, La protezione della natura tra diritto interno e diritto internazionale.Università degli Studi di Torino, facoltà di giurisprudenza.

Vaschetti G., aa. 2003/2004 -“Ecopatologia dell’avifauna selvatica: gli emoparassiti.” Tesi di Master in Ecopatologia della fauna selvatica a vita libera - Facoltà di Medicina veterinaria, Università degli Studi di Milano.

Botosso M., aa. 2004/2005 – “Linee guida in merito al recupero dell’avifauna selvatica: situazione in Piemonte. Tesi di Laurea in Medicina veterinaria. Facoltà di Medicina veterinaria, Università degli Studi di Torino.

Nervo B., aa. 2007/2008 – “Analisi del flusso migratorio primaverile di limicoli e anatidi presso il Centro LIPU di Racconigi”. Tesi di Laurea in Scienze biologiche. Facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali. Università degli Studi di Torino.

Vaschetti G., aa. 2007/2008 -“Risposta sierologica alla vaccinazione contro l’influenza aviaria, utilizzando un vaccino inattivato H7N4+H5N9, in un centro di riproduzione dell’avifauna.” Tesi di Scuola di Specializzazione in Tecnologia e Patologia delle specie avicole, del coniglio e della selvaggina – Dipartimento di Patologia animale, Igiene e Sanità pubblica, Facoltà di Medicina veterinaria, Università degli Studi di Milano.

Pubblicazioni scientifiche del Centro Cicogne e Anatidi di Racconigi

1. Papi E., Apollonio M., Vaschetti B., Fasano Benvenuti S., 1997 – Satellite tracking of a White Stork from Italy to Morocco. Behavioural Processes, 39: 291-294.

2. Vaschetti G., Fasano S. & Vaschetti B., 1997 - La Cicogna bianca ( Ciconia ciconia L.) nel Piemonte Sud - occidentale: parametri riproduttivi nel 1996. Atti IX Convegno Italiano di Ornitologia. Avocetta, 21 : 148.

3. Pavia M., Dotti L., Fasano S., Vaschetti G., Boano G., 1999 – Svernamento di Forapaglie castagnolo Acrocephalus melanopogon in una zona umida del Piemonte. Atti X Convegno Italiano di Ornitologia. Avocetta, 23: 32.

4. Vaschetti G., Fasano S. & Vaschetti B., 1999 - La comunità ornitica del Centro Cicogne e Anatidi L.I.P.U. di Racconigi (CN). Atti X Convegno Italiano di Ornitologia. Avocetta, 23 : 89.

5. Vaschetti G., Fasano S. & Vaschetti B., 1999 - La Cicogna bianca ( Ciconia ciconia L.) nel Piemonte Sud - occidentale: parametri riproduttivi nel 1997 e 1998. Atti X Convegno Italiano di Ornitologia. Avocetta, 23 : 138.

6. Museo Civico Craveri di Storia Naturale (Redattori: Fasano S., Ferrero M.R., Vaschetti G.), 2001 - Uccelli inanellati in Piemonte dai collaboratori del Museo Civico Craveri e dagli inanellatori operanti nei Parchi. (Rapporto 1999). - Riv. Piem. St. Nat., 22: 289-314.

7. Dotti L., Fasano S., Vaschetti G., 2001 - Nuove segnalazioni di ibridi tra Passera d’Italia (Passer italiae) e Passera mattugia (Passer montanus). Atti XI Convegno Italiano di Ornitologia. Avocetta, 25: 201.

8. Fasano S., Pavia M., Vaschetti G., Boano G., 2001 - La Stazione di inanellamento degli ex Allevamenti Alma (Fontanetto Po, Vercelli): risultati e prospettive. Atti XI Convegno Italiano di Ornitologia. Avocetta, 25: 206.

9. Fasano S. e Vaschetti G., 2001 - Muta post-giovanile del Regolo (Regulus regulus) durante la migrazione autunnale. Avocetta, 25: 207.

10. Vaschetti G., Fasano S. & Vaschetti B., 2001 - Fenologia migratoria del Piro piro culbianco (Tringa ochropus L.) in un’area del Piemonte. Atti XI Convegno Italiano di Ornitologia. Avocetta, 25: 73.

11. Vaschetti G., Fenoglio S., Fasano S. e Cucco M., 2001 - Biometria e dimorfismo sessuale nella Gallinella d’acqua (Gallinula chloropus). Atti XI Convegno Italiano di Ornitologia. Avocetta, 25: 258.

12. Vaschetti G., Fasano S. & Vaschetti B., 2003 - La Cicogna bianca (Ciconia ciconia L.) nel Piemonte Sud - occidentale: parametri riproduttivi dal 1999 al 2002. Atti XII Convegno Italiano di Ornitologia. Avocetta, 27 : 126.

13. Vaschetti G., Giammarino M., 2005. Indagini sulle emoparassitosi come metodo di studio delle dinamiche di popolazione degli uccelli selvatici. Atti del XIII Convegno Italiano di Ornitologia. Avocetta, 29: 130.

14. Boano G.,Vaschetti G. in Spagnesi M., Serra L. (a cura di), 2005. Uccelli d'Italia – Cicogna nera. Quaderni di Conservazione della Natura, 22: 74, Ministero Ambiente. Istituto Nazionale Fauna Selvatica.

15. Vaschetti G., Boano G, in Spagnesi M., Serra L. (a cura di), 2005. Uccelli d'Italia – Cicogna bianca. Quaderni di Conservazione della Natura, 22: 77, Ministero Ambiente. Istituto Nazionale Fauna Selvatica.

16. Giammarino M., Vaschetti G., Soglia D., Spalenza V., 2006. La Cornacchia grigia (Corvus corone cornix) in Provincia di Cuneo: rilievo dei parametri morfologici e sessaggio tramite PCR. Atti del IX Convegno Italiano degli Inanellatori,, 28-29 gennaio 2006. Montesilvano, Pescara.

17. Robino P., Tramuta C., Giammarino M., Vaschetti G., 2007. Prevalenza di Helicobacter pullorum e H. canadensis in volatili domestici, sinantropi e selvatici in piemonte. Atti del Workshop Nazionale di Epidemiologia Veterinaria, Abano Terme, 13-14 settembre 2007.

18. Giammarino M., Vaschetti G., Boano G., 2007. Blood parasites in birds from Burkina Faso. Parassitologia, 49 (1-2): 55-57.

19. Fasola M, Albanese G, Asoer, Boano G., Boncompagni E., Bressan U., Brunelli M., Ciaccio A., Floris G., Grussu M., Guglielmi R., Guzzon C., Mezzavilla F., Paesani G., Sacchetti A., Sanna M., Scarton F., Scoccianti C., Utmar P., Vaschetti G., Velatta F., 2007 - Le Garzaie in Italia, 2002. Avocetta 31: 5-46.

20. Robino P., Tramura C., Rodo M., Barberis M., Giammarino M., Vaschetti G., Nebbia P., 2008. Identificazione di Campylobacter termofili mediante PCR-REA di un frammento del gene GROEL. Atti del X Congresso Nazionale della Società Italiana di Diagnostica di Laboratorio Veterinaria, Alghero 22-24 ottobre 2008. In stampa.

21. Mandola M.L., Barcucci E., Rizzo F., Orusa R., Vaschetti G., Giammarino M., 2008. Piano nazionale influenza aviaria: risultati dell’attività di sorveglianza attiva e passiva 2006-2007-2008 su specie selvatiche in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Atti del X Congresso Nazionale della Società Italiana di Diagnostica di Laboratorio Veterinaria: 222. Alghero, 22-24 ottobre 2008.

22. Isis Victoriano Llopis, Laura Tomassone, Elena Grego, Emmanuel Serrano, Andrea Mosca, Gabriella Vaschetti, Daniela Andrade and Luca Rossi. Parasites & Vectors, 2016, 9:479. Evaluating the feeding preferences of West Nile virus mosquito vectors using bird-baited traps.
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23. Giammarino M., Vaschetti G., Quatto P., Squadrone S., Abete M.C., 2017. Heavy metals presence in Hooded crow (Corvus cornix) as indicator of enviromental contamination. Atti del IV Congresso Nazionale di Ecopatologia della Fauna, pag. 54. SIEF, Domodossola, 11-13 ottobre 2017.
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24. Giammarino M., Vaschetti B., Vaschetti G., Quatto P., 2017. Morphological features of Anas platyrhynchos on postnatal growth based on FDA of C-R data: preliminary data. Atti del IV Congresso Nazionale di Ecopatologia della Fauna, pag. 80. SIEF, Domodossola, 11-13 ottobre 2017.
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RADIO TRACKING

BEHAVIOURAL PROCESSES
Behavioural Processes 39 (1997) 291-294
Short report
Satellite tracking of a White Stork from Italy to Morocco
E. Papi*, M. Apollonio*, B. Vaschetti°, S. Benvenuti^
*Dipartitnento di Scienze del Comportamento Animale e dell'Uomo. Università di Pisa, Via Volta 6 1-56176 Pisa, Italy
°Centro Cicogne LIPU, 1-12035 Racconigi, Italy
^Centro di Studio per la Faunisuica ed Ecologia Tropicali, CNR, Via Romana 17, 50125 Firenze, Italy
Received 15 April 1996; accepted 27 August 1996

Abstract

Two young White Storks were tracked by satellite during a part of their first migratory journey from the nest colony (settled in Piedmont, NW Italy) to the wintering ground in Western Africa. Both birds left westward, but only one of the two birds provided reliable data which allowed the reconstruction of its migratory route along the coasts of France and Spain up to Morocco. A new aspect of the journev is that the bird did not pass from Europe to Africa at Gibraltar, the storks' known western route. Despite the storks' tendency to avoid flying over large stretches of sea, the tracked bird crossed the Alboran sea from De Gata Cape (Spain) to Tres Forcas Cape (Morocco), thus flying about 120 km over the open sea. © 1997 Elsevier Science B.V.

Keywords: Ciconia ciconia; Migratory journey; Satellite tracking: West Mediterranean region; White Stork

1. Introduction

Although the migration routes of the European White Stork (Ciconia ciconia) are well known from the recoveries of ringed birds and direct observations (Schultz, 1988), to date satellite telemetry has also been applied to gather further data about the spatio-temporal features of their migratory journeys and the ecological characteristics of the stopping areas (Berthold et al., 1992). This research is aimed at both acquiring basic knowledge and helping with the conservation of an endangered species, which undertakes very long migratory journeys and often stops in areas denselv populated by humans and subject to sudden ecological changes. The knowledge of the migratory routes is particularly important when plans are being made to introduce or reintroduce storks into a suitable area, as often occurs in West-European countries.

Satellite tracking of storks has so far only being carried out during the autumn migration. In most cases the tracks have been of birds migrating through the Balkans, while only one incomplete track - from Saxony to the Pyrenees - has been recorded for storks migrating westward (Berthold et al., 1992). The present paper reports the results obtained by tracking two storks, which belonged to a colony settled in Piedmont, NW Italy. One stork was followed in its westward migration as far as North Africa.

2. Materials and methods

The birds tracked were young storks on their first migratory journey. They belonged to the LIPU colony at Racconigi (Cuneo) in Piedmont, which had been set up in 1985 with ten birds from the Swiss reintroduced colony at Altreu (Jenni et al., 1991). Other storks found injured in Italy were later added to the original birds (Boano, 1992). In order to track the birds, we used two Toyocom (Toyo Communication Equipment, Tokyo, Japan) platform transmitter terminals (PTTs), linked to the Argos System (Taillade, 1993). The PTT (series T 2038) used in 1992 weighed 150 g, whereas the one used in 1993 weighed 85 g and was equipped with a timer (12 h un 12 h off). The instruments were attached to nestlings of an approximate age of 50 days. They were glued to the birds' backs and also fastened with a light teflon harness.

The locations (or fixes) calculated by Argos were assigned to different classes according to their estimated accuracy. For practical reasons, we used two different symbols in Fig. 1, namelv filled dots for classes 1 and 2 (for which an accuracy of 350 m and 1 km, respectivelv, is expected) and open dots for class 0 fixes, whose accuracy is difficult to estimate.

3. Results

The stork carrying the PTT 03896 was recorded wandering at some distance from the nest site from 29 August 1992 to 1 September 1992. The following day the bird was located more than 70 km SW, in the chain of the Alps, probably at an altitude of more than 2000 m. Two further reliable fixes were obtained on 9 September and 13 October, class 0 fixes up to 30 October. All these localisations were from the same small area (indicated by the asterisk in Fig. 1) and we have to conclude that the bird was either unable to fly or dead from the beginning of September.

The migratory journey of the stork with the PTT 03895 is shown in Fig. 1, where all the fixes provided by the satellite are given. The bird left on 5 September 1993, when it was located at a short distance from the colony site, in a SE direction. Afterwards, the bird moved 5 or SW and reached the Mediterranean coast. The fix 1 c, suggesting a WNW position with respect to the colony site, is presumably erroneous, as all the other locations indicate a course alone the coast. On 8 September the bird was in the wetland of the mouth of the Rhone (fix. 2), where many waterbirds live or rest. On 11 September the stork passed San Sebastian Cape; the following leg to Castellon de la Plana (fix. 4) was the fastest one, as about 314 km were covered in a little less than 2 days. According to fix 5 the bird flew offshore to reach an area where it rested from 15-27 September. Fixes 6-22 are almost exactly coincident and show a rest in the wetlands located between the Jùcar River and La Albufera Lake. In contrast to the class 1 -2 fixes, class 0 fixes obtained in this period are widespread, but this is to be considered as a result of the inaccuracy of the data rather than movements of the stork. Continuing its flight alone the coast, the bird reached de Gata Cape on 3 October (fixes 23d -e). On the same day it crossed the Alboran Sea, flying about 121 km over the sea, and reached the African coast close to Tres Forcas Cape in Morocco. On 4- 5 October, three class 0 fixes seem to indicate the bird flying offshore over the Alboran Sea; more probably it was flying W along the Mediterranean coast of Morocco. No further fixes were obtained.

Localisations of the two storks migrating from their nesting colony at Racconigi (dotted triangle). All the fixes of the first stork were from a limited area SSW of the colony (*). All the other symbols refer to the second stork. Filled dots with plain numbers refer to class I or 2 fixes, open dots with figure plus letter to class 0 fixes.

4. Discussion

In comparison with the traditional methods, satellite tracking enables ornithologists to gain meaningful data in a shorter time and with less effort. Our data and those of previous authors indicate that carrying a transmitter of the right weight does not hinder the migratory flight. The migration speed of our second stork and its resting for 12 days in a suitable environment are in agreement with previous estimations or recordings (Schùz, 1971; Berthold et al., 1992).

The most interesting result obtained concerns the migratory route. Without previous data regarding storks nesting in Piedmont, different migratory routes were potentially conceivable. The shortest route from NW Italy to Africa would be that crossing Corsica and Sardinia, which is seldom followed by storks from Switzerland or Central Europe, probably because it implies flying over two large stretches of sea. In this respect, the route through the Italian peninsula and Sicily would be more advantageous as it only requires crossing the Sicilian channel. This route is followed by some groups of storks, especially during the spring migration (Bernis, 1959; Brichetti, 1982). Our second stork, on the contrary, chose the longer way along the Mediterranean coast of France and Spain and the first stork may also have been starting off in a similar direction. This behaviour is consistent with that of the majority of the storks reintroduced in Switzerland, from which the Piedmont storks, at least in part, derive. The Swiss storks had been reintroduced as nestlings from Algeria, or were their offspring, or they were cross-bred between Algerian and European birds born in Switzerland. The investigation of Jenni et al. (1991), based on ringing recoveries, showed that Swiss storks often attempt to cross the Alps (as our first stork did), but frequently follow them in a SW direction, and finally, in most cases, migrate to Africa via Gibraltar, flying along the Mediterranean coast of France and Spain.

A surprising aspect of the journey of our second stork was the crossing of the Alboran sea. Consistent with their tendency to avoid flying over large stretches of sea, westward migrating storks are reported to pass from Europe to Africa at Gibraltar. Several Swiss storks have also been recovered in the Gibraltar area (Jenni et al.. 1991). At de Gata Cape, where our stork flew out across the sea, storks have often been observed resting in the nearby wetlands, but they have never been seen departing in the direction of Morocco (C. Ricci, personal communication). The African coast is seldom visible from de Gata Cape, but on the day the bird crossed the sea the visibility was very fine and this might have facilitated the attempt of our bird.

Acknowledgements

Dr C. Ricci. Milano, kindly collected information on storks' behaviour in the area from the lighthouse keeper of de Gata Cape. M.R. Dunn (The Met. Offìce, Royal Air Force, Gibraltar) gave us useful information on weather conditions in the Gibraltar area. Financial support was granted by the Italian MURST and by the Comitato Ricerche Tecnologiche ed Innovazione del CNR.

RICERCHE ENTOMOLOGICHE

A partire dalla primavera 2002, in collaborazione con gli entomologi Marco e Sergio Rastelli, si sta conducendo uno studio sugli insetti che popolano la zona umida del Centro Cicogne.

Infatti, dal momento che tale area è stata creata appositamente per la sosta degli uccelli migratori che, per la maggior parte, sono insettivori, si vuole conoscere lo stato attuale della palude, in funzione anche di interventi futuri, volti al mantenimento una zona ricca di alimento.

Una volta al mese si effettuano dei campionamenti sugli insetti che vivono sugli alberi, sugli arbusti ed anche nel sedimento di limo all'interno della palude. Il materiale raccolto viene quindi esaminato e studiato successivamente.